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Sabato, 05 Maggio 2012 13:50

Video 1

















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tempoTEMPO: ore 5 per l’anello

dislivelloDISLIVELLO: 750 m

DifficoltàDIFFICOLTA’: E

 

 

Alla frazione Acero di Campodolcino, un bivio del sentiero ‘della Caurga’ per Fraciscio dà origine al cammino escursionistico  ‘delle Scale’ di 4 km, contrassegnato dal segnavia C 22, che, con un dislivello di 450 metri e un tempo di percorrenza di circa 1h 30’ porta alla località Scalcoggia e, ben presto a Madésimo (1538 m).

Su questo percorso, variante della ‘Strada Superiore’ della “Via Spluga”, il Comune di Chiavenna fece costruire nel 1226 una strada “larga tre braccia e percorribile da carri da buoi a due ruote”. Il sentiero attraversa il bosco dell’Ongéra, dopo il quale ripidi tornanti permettono di rimontare l’alto spalto roccioso che domina l’estremo nord di Campodolcino, rigato dall’Acqua Scal che precipita in cascata dal terrazzo morfologico di Fontana.

Il sentiero, dopo aver affrontato una ripida scalinata, attraversando il corso d’acqua,  raggiunge l’estremità meridionale del terrazzo della Fontana, con “rocce montonate” emergenti dal pascolo ai margini di un  bosco di conifere che continua lungo tutto il sentiero. Ben rappresentata la flora alpina, con alcune rare specie di orchidee.

La piccola contrada di  Fontana si trova a 1.483 m di quota  è stata abitata sino a pochi decenni fa. Da qui è possibile risalire in poco meno di mezzora all’Alpe Motta, mentre il sentiero principale (Via dei càrden) prosegue lungo il terrazzo sino a Pian del Lanzo (1.570 m),  costeggiando uno dei migliori càrden della valle, ora in precarie condizioni, e dopo un ultimo strappo raggiunge i prati del Pian del Lanzo. Questo è uno stretto belvedere che risale lievemente per circa un chilometro sino a un culmine, (1.570 m) da cui si scende nella valle della Scalcoggia. Qui il torrente forma una piccola cascata, subito dopo si raggiunge la strada asfaltata che conduce in pochi minuti a Madésimo, dove la Baita Vanossi, di cui una parte in càrden ,è stata distrutta da un rogo nell’anno 2010. Rimangono i soli càrden della Baita Barìn (XVII secolo), ben ristrutturata e dell’Osteria Vegia (XVIII secolo) frequentata da Giosuè Carducci durante le quindici estati trascorse a Madésimo. La diramazione prosegue lungo la strada asfaltata per Motta Bassa fino ad imboccare il segnalato, parallelo “Sentiero Carducciano e del Lago Azzurro” che porta a Motta Alta, dove rimangono alcuni càrden. In discesa si raggiunge in venti minuti Motta bassa e, puntando verso la chiesetta di S. Ermagora, presso il complesso della Casa Alpina,  si prende il sentiero che attraversando prati e bosco, conduce alla Fontana da dove si ripercorre il sentiero, ora in discesa, fino a Campodolcino.

 

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Sabato, 05 Maggio 2012 13:22

2. Mesocco - Passo Sancia - Campodolcino

tempoTEMPO: ore 5,30 da Mesocco al Passo; ore 4 dal Passo a Campodolcino

dislivelloDISLIVELLO: in salita 1790 m (m1439 da Stabi); 1476 m  in discesa

DifficoltàDIFFICOLTA’: EE nel tratto del passo, poi E per tutto il percorso

 

 

La Via della “Sancia”  ha inizio  dall’Archivio ‘a Marca’ di  Mesocco (790 m) e prosegue sino a Campodolcino  (1104 m) sede del Museo MUVIS e punto nodale del sistema per i viandanti provenienti dal Sud.

Questo itinerario rappresenta una variante meridionale dell’itinerario attraverso il Baldiscio, confluendo nel nodo di Campodolcino dopo un percorso più impegnativo e con un maggior grado di difficoltà . Le difficoltà e l’impegno fisico si concentrano nel tratto centrale, che supera l’elevato Passo della Sancia (2.580 m). Il segmento italiano, di topografia più articolata e complessivamente meno ripido, consente una discesa abbastanza semplice in Valle della Sancia e, quindi, alla conca di San Sisto lungo la Valle di Starleggia. Da qui si prosegue su antica mulattiera che attraversa il paese di Starleggia e poi sempre su sentiero in mezzo al bosco di conifere si scende fino a Campodolcino. Il territorio presenta notevoli scorci panoramici e permette la visita di numerosi alpeggi ben conservati dove ancora resistono diversi càrden.

 

A Mesocco il punto di partenza per la salita del Barna è l’Archivio A Marca, che ha sede in una scuderia del XVII secolo. L’Archivio, situato a monte della fermata postale (ex stazione ferroviaria 768m) lungo l’antica strada di valle, la “Via Francisca”, è addossato alla  casa  A Marca di sotto che dà sulla  piazza, oggi ridotta a strada cantonale, insieme ad altri edifici storici tra cui la casa del Comune. Dalla Piazza, percorrendo in direzione nord la strada cantonale  si supera il ponte sul riale Béss e si imbocca sulla destra la strada che porta alle scuole.

 

Siprosegue fino alla chiesa di San Rocco con i vicini  ospizio, giardino e frutteto dei Frati. Da qui si attraversa  la Moesa sul ponte di S. Rocco, che reca alla frazione Logiano a 770 m di quota. Questa località ha un notevole interesse per l’architettura spontanea ben ambientata nel paesaggio alpino. Il sentiero prende avvio nella parte alta della frazione. Dal ponte risale alla sponda sinistra del ruscello per una sessantina di metri,  dopo di che lo oltrepassa e risalendo il versante destro idrografico, ad un certo momento si biforca ,la via dei carden si inoltra a sinistra nella pecceta e poco prima dell’uscita del bosco raggiunge  il Sasso Lombardo (1040m) notevole per le numerose coppelle incise. Si passa Pian Stabiei (1098m)e  si prosegue, fino al monte Nassèl, dove si possono osservare alcuni massi con incisioni. Oltre Nassèl il sentiero attraversa il bosco di conifere e raggiunge Fedrèscia, monte dove è sopravvissuta quasi intatta una cascina del ‘700 in càrden e il cui toponimo( da féda cioè pecora nel celtico antico)  indica la lontana origine.  Salendo si arriva al  nucleo di Stabi(1.439 msituato in corrispondenza di una lieve dorsale.

 

Poco oltre Stabi un ponte permette di attraversare il Ri de Barna. Dalla località Gratéla, si risale a svolte sino a raggiungere l’alpe Barna a 1.742m, in splendida posizione panoramica. Questo punto, ricco d’acqua e ubicato poco al di sotto del bivio per i due passi di Barna / Bardan e del Sancia, si presterebbe come ideale base logistica in appoggio agli escursionisti. Il sentiero del Carden prosegue per il passo Sancia, occorre attraversare il torrente e portarsi a destra (nella parte meridionale del circo). Poco sotto i 1.900 m di quota, si inizia a salire sulle sponde meridionali, aggirando alcune placche di roccia e puntando a un evidente canalino detritico, stretto da costoloni rocciosi. Il canalino viene raggiunto a circa 2.350 m di quota e costituisce il passaggio al valico.

 

 

 

VARIANTI SULL'ITINERARIO



VARIANTE PASSO BARNA/BARDAN
DIFFICOLTA’: EE

 

Dal bivio dove si stacca il sentiero per il passo Sancia, si rimane a sinistra senza puntare alla scarpata rocciosa che chiude il “piano inferiore” dell’Alp de Barna. Occorre invece guadagnare quota e raggiungere la “rottura di pendenza” tra quella scarpata ed una a quota superiore, tra i 2.200 e i 2.300 m. Raggiunto un baitello a 2.032, si sale fino a 2.199 e quindi si compie un lungo traverso in quota fino a portarsi quasi a Ovest del Passo di Barna, stretto tra il Piz Dalé e il Piz de Montagnìa (o Pizzo della Sancia). Da questo punto, quotato 2.317, le tracce di sentiero puntano a ENE, quindi ESE fino a raggiungere il valico. Questo nuovo sentiero, tracciato dall’associazione di volontari “GPS delle Cime” di Mesocco, conduce sul versante italiano con la possibilità, seguendo una breve deviazione a destra, di sostare al rifugio Ca’ Bianca (ex casa per alloggio degli operai impegnati nelle 17 cave di beola della zona, chiuse dopo la seconda guerra mondiale, da dove partiva la teleferica per Campodolcino) e si pone come valida alternativa al vecchio e ormai abbandonato sentiero della Piòtta, più diretto ma più pericoloso.

 

 

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tempoTEMPO: ore 3,30 fino al passo, 2,30 fino a Isola, 1,30 fino a Campodolcino

dislivelloDISLIVELLO: 1120m in salita e 1273m in discesa

DifficoltàDIFFICOLTA’: E

 

 

Questa traversata unisce Pian San Giacomo (1.170 m, Valle Mesolcina) a Isola e  a Campodolcino (1.080 m) attraverso il Passo del Balniscio (It.Balniscio) (2.353 m).  Il grado di difficoltà rapportato alla scala convenzionale è escursionistico (E) e si riferisce a sentieri ben segnalati, sostanzialmente privi di tratti esposti. Dal villaggio svizzero di San Bernardino (1608 m) l’antica strada Francisca percorre la Val Mesolcina sino a Pian San Giacomo (1170 m) dove prende inizio una Via che, valicando la Catena Mesolcina  porta   nell’italiana  Val San Giacomo.

Questo percorso comporta una faticosa salita su parte svizzera in grado di offrire ottime vedute sulla vallata e sulle opposte montagne. Oltrepassato il piano della Serraglia e il passo del Baldiscio, si scende  tra distese di pascoli e si oltrepassa il Lago Grande (m.2303).  Poco prima dei Lavazzé, a quota 2.170 circa, si stacca sulla sinistra (verso Sud) il sentiero per il Lago Bianco e il lato settentrionale del Pian dei Cavalli (DIRAMAZIONE1a). si prosegue per l'alpeggio di  Borghetto e, a circa 1.850 m , il sentiero entra  in un fitto bosco di conifere  abbassandosi con ampi tornanti sino alla  Val Febbraro dove si incontrano i nuclei di Ca’ Raseri, e Canto, dove si ammirano antichi esempi di Carden ,fino ad arrivare ad Isola(1268 m), villaggio affacciato sull'omonimo lago artificiale e collegato a Campodolcino attraverso una strada provinciale o il sentiero escursionistico della Via Spluga che scende dal passo omonimo.

 

 

VARIANTI SULL'ITINERARIO



DEVIAZIONE PIAN DEI CAVALLI
TEMPO: ore 2
DISLIVELLO: 250 m in salita e 715 m in discesa
DIFFICOLTA’: E

 

Sul sentiero che discende il Baldiscio in direzione di Borghetto, un percorso escursionistico di interesse naturalistico e archeologico raggiunge da Nord-Ovest il Pian dei Cavalli. La traccia, ben marcata e individuata dalla convenzionale segnaletica (“bolli” di vernice bianco-rossi) aggira la lunga scarpata a ferro di cavallo sovrastante il fondovalle del Febbraro, mantenendosi a una quota tra i 2.100 e i 2.200 m e costeggiando il versante settentrionale del Monte Bardan. 
Dove la traccia del sentiero si orienta circa E-W a una quota poco superiore ai 2.200 m, occorre prestare attenzione a un bivio. Si deve abbandonare il sentiero in direzione Est verso Frondaglio, lungo la sponda settentrionale del Pian dei Cavalli e seguire la traccia diretta a Sud, risalendo alcuni spalti rocciosi sino alla depressione che raccoglie il piccolo specchio del Lago Bianco (2.323 m). Il lago si appoggia su uno stretto terrazzo modellato dai ghiacciai, con tipiche “rocce montonate” e alcune pozze bordate da piccole torbiere (uno tra i maggiori di questi specchi d’acqua è chiamato localmente Léj dî Fiòc). Da qui, abbassandosi in quota di una cinquantina di metri, si raggiunge la più occidentale delle due tracce parallele che scendono alla Val dî Böj in (”Valle dei Buoi”), si raggiunge una sella, di quota circa 2.270m, a monte della cresta occidentale del Monte Tignoso e alla base di un singolare rilievo di marmi, scolpito come un “catino” (quota 2.490). Alla sella chiamata Forscelìn de Bondiö 2.270 m si trova il sentiero che scende all’Alpe Gusone, circa 1.885 m. Da qui volendo si può scendere a Campodolcino seguendo l'itinerario 2a delle vie dei carden che scende dal passo Barna/Bardan.

 

VARIANTE ALPE PIANI
TEMPO: 2 ore
DISLIVELLO: in discesa 500 m
DIFFICOLTA’: E (percorribile anche in mountain-bike)

 

Dal nucleo più alto di Borghetto, a circa 1.990 m di quota, (bivio del “Bàrc”, nome con cui si indicava il recinto dove venivano ricoverate le pecore nella notte) si distacca la vecchia mulattiera cui è in parte sovrapposta la nuova strada consortile che reca alla vasta Alpe Piani e da qui seguendo la strada bianca conduce a Ca Raseri e poi a Isola. Questa variante sebbene più lunga permette però di osservare i numerosi nuclei ricchi di càrden tra Vamlera e la costiera di Stabisotto.


DERIVAZIONE VAMLERA
TEMPO: ore 1,15
DISLIVELLO: in salita 445 m
DIFFICOLTA’: E

 

Vamlera è un alpeggio tripartito nei nuclei Vamlera dentro, Vamlera fuori (o al Böcc) e Cascina Vamlera (toponimi C.T.R.), distribuito tra circa 1.820 e i 1.945 m di quota, al di sopra della pecceta (l’antico bosco Gualdo Mezzano). L’alpeggio si affaccia sul corso d’acqua omonimo che drena lo stretto avvallamento tra le creste orientali del Pizzo dei Piani-Pizzo Latta-Moncucco e del Pizzo Ferré; verso il fondovalle lo stesso torrente lambisce l’abitato di Mottaletta. Da Ca’ Raseri, a circa 1.490 m di quota, si risale l’alpeggio diffuso di Stabisotto (1665 m) sino ai più elevati nuclei dell’Alpe Laghetti e Alpe Marci (1860 m). Quest’ultimo sito è a cavallo del crinale, oltre il quale si entra in Vamlera seguendo una traccia quasi orizzontale. Attraversato il fondovalle, si raggiungono in successione i due nuclei superiori di Vamlera. Essi sono collegati tra loro e con la località Le Mede (sul versante sud del Monte Càrdine e a circa 2 km dalla diga del Cardinello) dal sentiero con segnavia C29, che fa parte del Trekking Valle Spluga. Il sentiero interseca in più punti la strada bianca che da Ca Raseri sale fino a Borghetto.

 

DERIVAZIONE RASDEGLIA - TORNI - ISOLA
TEMPO: ore 2,30
DISLIVELLO:in discesa 453m; in salita 272m
DIFFICOLTA’: E

 

Dal villaggio di Canto il percorso scende verso Isola e dall’ultimo tornante che si incontra lungo la strada asfaltata si stacca a sinistra la mulattiera che porta a Mottaletta, dove sono presenti notevoli càrden e una casa è decorata con una santella. Attraversato il villaggio il sentiero prosegue tra prati e boschi; si oltrepassa il bivio (dismesso) per Ganda, sino a raggiungere Rasdeglia, nucleo compatto di càrden costruiti sulla sponda, a più livelli, sopra una serie di sorgenti. Da Rasdeglia si può proseguire con minore pendenza sino ai casolari in pietra di Soste, dove la Valle piega verso Est e risale la gola del Cardinello, a un terzo della quale la mulattiera si porta con un ponte in sinistra idrografica. Da qui la mulattiera prosegue scavata per lunghi tratti nella roccia con effetti grandiosi fino alla diga di Montespluga ( trekking della Via Spluga), ma il percorso dei Carden ripiega verso Isola, discendendo la valle e attraversando la località Torni, dove vi è una vecchia stalla con fienile costruita a càrden. In mezzora di discesa si raggiunge Isola in prossimità della centrale elettrica.

 

 

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Sabato, 14 Gennaio 2012 10:55

CONVEGNO "LE VIE DEI CARDEN"

Sabato 12 maggio 2012

presso la Casa Alpina San Luigi di Gualdera

dalle ore 10:30 alle 18:00


 

MATTINO - ORE 10.30

 

PAOLO RAINERI - Presidente del MUVIS
INTRODUZIONE AL PROGETTO

 

SALUTO DELLE AUTORITA’ ITALIANE E SVIZZERE
Intervento di Severino De Stefani
Presidente della Comunità Montana Valchiavenna, Partner di Progetto, Autorità di Gestione e Segretariato Tecnico Congiunto Interreg.

 

ENRICA GUANELLA - Responsabile del MUVIS
Relazione su finalità e obiettivi del Progetto LE VIE DEI CARDEN

 

ALBERTO BIANCHI - CM Valchiavenna Responsabile dei lavori
Gli interventi sui percorsi Le Vie dei Carden

 

GUIDO SCARAMELLINI - Presidente Centro Studi Storici Valchiavenna
e LUIGI CORFU - Storico Val Mesolcina
Presentazione della Guida Escursionistica LE VIE DEI CARDEN

 

CRISTIAN COPES - Architetto e Studioso di Architettura Locale
Presentazione del censimento e delle Tipologie dei Càrden

 

ORE 12.30 CONCLUSIONE DEI LAVORI

 

ORE 13.00 BUFFET

 

POMERIGGIO - ORE 14.30

 

FRANCO COCQUIO - Già Dirigente settore Interreg R. LOMBARDIA
Moderatore

 

ROBERTO TOGNI - Storico ed Etnografo della Cultura alpina
Origini dell’architettura di legno

 

GION CAMINADA - Professore di Progettazione architettonica al Politecnico di Zurigo
Progettare e costruire i carden oggi (strickbau)

 

DIEGO GIOVANOLI - Storico dell’architettura retica
Diffusione e tipologie dei carden nel territorio del progetto

 

DARIO BENETTI - Storico dell’architettura valtellinese
Trasformazione degli insediamenti in Valle Spluga

 

MARCO GIACOMETTI - Centro Giacometti Val Bregaglia
La visione del paesaggio alpino negli Artisti Giacometti

 

ROBERTO FANTONI - GRUPPO WALSER - Val Sesia
L’evoluzione della tipologia edilizia in legno tra 1400 e 1900

 

DAMIANO DI SIMINE - Presidente Legambiente Lombardia
Turismo sostenibile

 

ORE 16.30 CONCLUSIONE DEI LAVORI

 

A seguire visita Mostra Fotografica alla Ca’ Bardassa e al programma multimediale al MUVIS

 

Domenica 13 maggio è prevista una visita guidata lungo un itinerario delle vie dei Carden (Isola e dintorni) con partenza alle ore 10.00 da Campodolcino

 

È gradita la prenotazione alla segreteria del Convegno:
Tel. 0343.50628- Cellulare 392-0350903