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1. Pian San Giacomo - Passo Baldiscio - Isola

tempoTEMPO: ore 3,30 fino al passo, 2,30 fino a Isola, 1,30 fino a Campodolcino

dislivelloDISLIVELLO: 1120m in salita e 1273m in discesa

DifficoltàDIFFICOLTA’: E

 

 

Questa traversata unisce Pian San Giacomo (1.170 m, Valle Mesolcina) a Isola e  a Campodolcino (1.080 m) attraverso il Passo del Balniscio (It.Balniscio) (2.353 m).  Il grado di difficoltà rapportato alla scala convenzionale è escursionistico (E) e si riferisce a sentieri ben segnalati, sostanzialmente privi di tratti esposti. Dal villaggio svizzero di San Bernardino (1608 m) l’antica strada Francisca percorre la Val Mesolcina sino a Pian San Giacomo (1170 m) dove prende inizio una Via che, valicando la Catena Mesolcina  porta   nell’italiana  Val San Giacomo.

Questo percorso comporta una faticosa salita su parte svizzera in grado di offrire ottime vedute sulla vallata e sulle opposte montagne. Oltrepassato il piano della Serraglia e il passo del Baldiscio, si scende  tra distese di pascoli e si oltrepassa il Lago Grande (m.2303).  Poco prima dei Lavazzé, a quota 2.170 circa, si stacca sulla sinistra (verso Sud) il sentiero per il Lago Bianco e il lato settentrionale del Pian dei Cavalli (DIRAMAZIONE1a). si prosegue per l'alpeggio di  Borghetto e, a circa 1.850 m , il sentiero entra  in un fitto bosco di conifere  abbassandosi con ampi tornanti sino alla  Val Febbraro dove si incontrano i nuclei di Ca’ Raseri, e Canto, dove si ammirano antichi esempi di Carden ,fino ad arrivare ad Isola(1268 m), villaggio affacciato sull'omonimo lago artificiale e collegato a Campodolcino attraverso una strada provinciale o il sentiero escursionistico della Via Spluga che scende dal passo omonimo.

 

 

VARIANTI SULL'ITINERARIO



DEVIAZIONE PIAN DEI CAVALLI
TEMPO: ore 2
DISLIVELLO: 250 m in salita e 715 m in discesa
DIFFICOLTA’: E

 

Sul sentiero che discende il Baldiscio in direzione di Borghetto, un percorso escursionistico di interesse naturalistico e archeologico raggiunge da Nord-Ovest il Pian dei Cavalli. La traccia, ben marcata e individuata dalla convenzionale segnaletica (“bolli” di vernice bianco-rossi) aggira la lunga scarpata a ferro di cavallo sovrastante il fondovalle del Febbraro, mantenendosi a una quota tra i 2.100 e i 2.200 m e costeggiando il versante settentrionale del Monte Bardan. 
Dove la traccia del sentiero si orienta circa E-W a una quota poco superiore ai 2.200 m, occorre prestare attenzione a un bivio. Si deve abbandonare il sentiero in direzione Est verso Frondaglio, lungo la sponda settentrionale del Pian dei Cavalli e seguire la traccia diretta a Sud, risalendo alcuni spalti rocciosi sino alla depressione che raccoglie il piccolo specchio del Lago Bianco (2.323 m). Il lago si appoggia su uno stretto terrazzo modellato dai ghiacciai, con tipiche “rocce montonate” e alcune pozze bordate da piccole torbiere (uno tra i maggiori di questi specchi d’acqua è chiamato localmente Léj dî Fiòc). Da qui, abbassandosi in quota di una cinquantina di metri, si raggiunge la più occidentale delle due tracce parallele che scendono alla Val dî Böj in (”Valle dei Buoi”), si raggiunge una sella, di quota circa 2.270m, a monte della cresta occidentale del Monte Tignoso e alla base di un singolare rilievo di marmi, scolpito come un “catino” (quota 2.490). Alla sella chiamata Forscelìn de Bondiö 2.270 m si trova il sentiero che scende all’Alpe Gusone, circa 1.885 m. Da qui volendo si può scendere a Campodolcino seguendo l'itinerario 2a delle vie dei carden che scende dal passo Barna/Bardan.

 

VARIANTE ALPE PIANI
TEMPO: 2 ore
DISLIVELLO: in discesa 500 m
DIFFICOLTA’: E (percorribile anche in mountain-bike)

 

Dal nucleo più alto di Borghetto, a circa 1.990 m di quota, (bivio del “Bàrc”, nome con cui si indicava il recinto dove venivano ricoverate le pecore nella notte) si distacca la vecchia mulattiera cui è in parte sovrapposta la nuova strada consortile che reca alla vasta Alpe Piani e da qui seguendo la strada bianca conduce a Ca Raseri e poi a Isola. Questa variante sebbene più lunga permette però di osservare i numerosi nuclei ricchi di càrden tra Vamlera e la costiera di Stabisotto.


DERIVAZIONE VAMLERA
TEMPO: ore 1,15
DISLIVELLO: in salita 445 m
DIFFICOLTA’: E

 

Vamlera è un alpeggio tripartito nei nuclei Vamlera dentro, Vamlera fuori (o al Böcc) e Cascina Vamlera (toponimi C.T.R.), distribuito tra circa 1.820 e i 1.945 m di quota, al di sopra della pecceta (l’antico bosco Gualdo Mezzano). L’alpeggio si affaccia sul corso d’acqua omonimo che drena lo stretto avvallamento tra le creste orientali del Pizzo dei Piani-Pizzo Latta-Moncucco e del Pizzo Ferré; verso il fondovalle lo stesso torrente lambisce l’abitato di Mottaletta. Da Ca’ Raseri, a circa 1.490 m di quota, si risale l’alpeggio diffuso di Stabisotto (1665 m) sino ai più elevati nuclei dell’Alpe Laghetti e Alpe Marci (1860 m). Quest’ultimo sito è a cavallo del crinale, oltre il quale si entra in Vamlera seguendo una traccia quasi orizzontale. Attraversato il fondovalle, si raggiungono in successione i due nuclei superiori di Vamlera. Essi sono collegati tra loro e con la località Le Mede (sul versante sud del Monte Càrdine e a circa 2 km dalla diga del Cardinello) dal sentiero con segnavia C29, che fa parte del Trekking Valle Spluga. Il sentiero interseca in più punti la strada bianca che da Ca Raseri sale fino a Borghetto.

 

DERIVAZIONE RASDEGLIA - TORNI - ISOLA
TEMPO: ore 2,30
DISLIVELLO:in discesa 453m; in salita 272m
DIFFICOLTA’: E

 

Dal villaggio di Canto il percorso scende verso Isola e dall’ultimo tornante che si incontra lungo la strada asfaltata si stacca a sinistra la mulattiera che porta a Mottaletta, dove sono presenti notevoli càrden e una casa è decorata con una santella. Attraversato il villaggio il sentiero prosegue tra prati e boschi; si oltrepassa il bivio (dismesso) per Ganda, sino a raggiungere Rasdeglia, nucleo compatto di càrden costruiti sulla sponda, a più livelli, sopra una serie di sorgenti. Da Rasdeglia si può proseguire con minore pendenza sino ai casolari in pietra di Soste, dove la Valle piega verso Est e risale la gola del Cardinello, a un terzo della quale la mulattiera si porta con un ponte in sinistra idrografica. Da qui la mulattiera prosegue scavata per lunghi tratti nella roccia con effetti grandiosi fino alla diga di Montespluga ( trekking della Via Spluga), ma il percorso dei Carden ripiega verso Isola, discendendo la valle e attraversando la località Torni, dove vi è una vecchia stalla con fienile costruita a càrden. In mezzora di discesa si raggiunge Isola in prossimità della centrale elettrica.

 

 

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