.

Il Progetto

Il CONSORZIO FRAZIONI CORTI ACERO e il MUVIS Museo Della Via Spluga e della Val San Giacomo, la Comunità Montana della Valchiavenna, il Comune di Campodolcino, il Comune di Madesimo, il Comune di S. Giacomo Filippo, il Comune di Piuro, Legambiente Lombardia e Il Consorzio Turistico S.Bernardino Vacanze si sono uniti per valorizzare uno dei patrimoni architettonici più importanti delle Alpi: i CARDEN.

Le vie dei Carden si snodano attraverso bei paesaggi e pittoreschi alpeggi, spesso caratterizzati da originali assetti urbanistici, dove si incontrano numerosi esempi di architettura rurale molto antica tra cui fanno bella mostra di sé i CARDEN. Edifici costruiti con la tecnica del “blockbau” (localmente detta appunto càrden, già in uso presso i Romani come opus cardinatum), le cui pareti sono costituite da travi che si intrecciano e si incastrano negli angoli.

Dal Medioevo la Valchiavenna e la Val San Giacomo (o Valle Spluga) erano in collegamento con la Mesolcina attraverso vari Passi Alpini permettendo alle popolazioni locali di avere per secoli importanti scambi e proficui contatti. L’attività zootecnica in alta Val San Giacomo ha avuto un ruolo e un peso economico notevole a partire dal Medioevo ed ha favorito l’utilizzazione del territorio e la diffusione dell’insediamento (inizialmente temporaneo poi permanente) in uno spazio fino ad allora vuoto, caratterizzato appunto dalla presenza dei carden.

Alle origini del progetto c’è una storia secolare di scambi commerciali, emigrazione, transumanze, aspre contese per pascoli, confini territoriali e nel secolo scorso anche di contrabbando. Il carden ben rappresenta la cultura di questa area centrale delle Alpi, essendo luogo depositario di un’antica memoria storica.

 

Ecco come si presenta l'interno di un Carden originale

interno di un carden